Breve (e manco tanto) storia triste

Quando esco dalla notte solitamente vado a svaligiare Zara, ma non sempre. In genere pranzo da mia nonna. E bevo, copiosamente. Mio zio foraggia in modo compiaciuto vini gradevoli, ora Bardolio, ora Chianti riserva. Credo sia felice di avere una nipote alcolista. Comunque, digressione alcolemica a parte oggi Zara non mi ispirava; la trepidante eccitazione idiota e immotivata da Bardolino mi faceva sentire pù cuoca, più casalinga.

E ho deciso per la Coop. Sono andata alla Coop a comprare sette melograni, sette si, otto euro mortacci loro, e ovviamente del vino. Melograni non solo da capare minuziosamente ma anche da spremere e cuocere per farne della marmellata. Ho comprato pure i barattoli. Da bollire, riempire e fare il fantomatico VUOTO. Questa e’ una follia masochistica che ti assale quando hai subito una privazione di sonno. Mi chiedo se i carcerati di Guantanamo abbiano mai fatto marmellate…credo di no comunque.

E’ che nel giorno libero che ti ritrovi vuoi fare tutte le cose che non puoi fare negli altri e dato che, negli anni, sei diventato pazzo finisci per fare quelle che non faresti mai, a prescindere.

100 kg di negrona alla cassa mi scrutano e guardando i sette melograni dicono “Zei Bolto Baziente se Bangi Guella roba lì”…Ora, senza ipocrisie antirazziste, se c’è una razza che fa della calma e pazienza una virtu’ questa è la tua, volevo dirle…ma le ho risposto :”no no, non li mangio ci faccio la marmellata”….Conscia del procedimento mi ha guardato ancora peggio..

Mentre riempivo la busta con i miei 2 kg e 4 di melograni vedo in fila, dietro di me, LUI.

Lo specializzando felice e sfigato artefice della mia notte insonne. Quello con l’amore puro, intatto e integro per questa disciplina da sociopatici che è l’ anestesia. Mi alza la mano in un cenno di saluto. Allegro. Felice. Di esistere temo.In un moto di fastidio iniziale ritendendolo l’unico responsaabile delle mie occhiaie gli rispondo:”Bella notte di merda eh?”

Il sorriso gli si allarga ma non è di conivisione, lui è proprio felice, “Ho imparato tante cose però, divertenti e importanti”

E io , stringendomi nella mantella, con in una mano i due kg e mezzo di melograni e nell’altra un fiaschetto di vino mi sento una rocker decadente.

E penso che non ci sono più i giovani di una volta.

Autore: logout2016

Ego adepto terebravisse, ita scribo. O almeno così traduce google.

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