Ciao Sardegna

La vacanza finisce.

Lascio una Sardegna sempre speciale, un mare accogliente, bianco e azzurro pastello.

Lascio le buganville viola accecante e gli oleandri in fiore.

Lascio la sabbia fine che si appiccia addosso, ma le vuoi bene lo stesso; e le rocce che ti tagliano i piedi e nascondono tracine sospettose. Vuoi bene pure a loro e a quella faccia sempre un po’ ingrugnita.

Lascio persone strampalate, villaggi turistici ancorati strenuamente agli anni ottanta, donne sole in cerca di compagnia che per colazione si sono portate le marmellate da casa, anziani signori con cappelli di paglia usciti da film comici, e mogli che non salutano mai, ma con mariti sempre incredibilmente cordiali.

Lascio il ricordo di storie lette sui giornali, di libri sfogliati che raccontano di viaggi, di disperati, di eroi e cialtroni, di ignoranza e speranza. Di capitani dissidenti, ma senza dubbio alcuno, spavaldi, a cui si urlano addosso infamie sessiste e razziste.

Perché di antieroi è pieno il mondo.

E alla speranza mi aggrappo sorridendo, perché quando non sappiamo da che parte stare, dove è il giusto e dove lo sbagliato a volte il caso risponde per noi, e trasforma pensieri confusi in immagini chiare. E quando i pensieri diventano reali capita che ti imbarchi e navighi, come noi oggi, su una nave con supereroi disegnati sulle fiancate.

E pensi che Batman ti sta portando a casa.

Autore: logout2016

Ego adepto terebravisse, ita scribo. O almeno così traduce google.

1 commento su “Ciao Sardegna”

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