Siamo tutti dei coglioni

Perché dobbiamo condividere?

I pensieri , le storie, le frustrazioni, le idee, banalmente i momenti e i momenti banali.

Al termine del film in to the wild il protagonista, che se ne era andato in giro per il mondo a fare esperienze fantasmagoriche, crepava, da solo, in una casa improvvisata perché si era mangiato bacche velenose, la morale era” la felicità è nulla se non è condivisa”. Io pensavo e penso ancora a lui che correva in mezzo ai cavalli selvatici . E pensavo che si quello andava condiviso. Pensavo alle persone, alla natura, alla vita, alla neve e ai cavalli, al bello che c’è .

Ma forse erano altri tempi.

Le persone sono cambiate, persino i cavalli sembrano più ostili e se ti calciano in faccia qualcuno ti filma, lo condivide e ci ride su, perché sei un coglione. E le bacche non le mangi oggi, perché puoi usare una app sul telefonino che ti dice che sono velenose . E se le mangi sei un coglione.

E tutti ridono.

Se condividi un sentimento, sei un coglione.

Devi ridere e dissacrare, altrimenti sei un coglione.

Racconti che hai il cancro?

Dai via su, sei un coglione.

Mia mamma è morta e ti fai la foto per dire che sei solo e ti dispiace, pensi di invocare una sorta di collettivo di tristezza. Ma allerti solo gli stronzi.

Spregevole. La foto con la mamma morente. Ma non ti vergogni?

I coglioni sono soli. Vuoi non essere solo?

Amalgamati, confonditi , elevati a bullo sarcastico e ridi. Fai ridere. Con l’ironia spicciola, quella che tradisce ogni forma di condivisione e umanità. Fatti amici i coglioni, e usa le loro storie empatiche, raccontate in momenti di sconforto, deridi chi mangia le bacche per sbaglio e poco prima di morire fagli in faccia una grassa risata.

Tradisci gli amici.

Chissà cosa racconteremo da oggi in poi, da questo preciso momento storico in poi. Chissà come sapremo dire a qualcuno che avevamo un sogno . Non avremo più coraggio. Di fare nulla. Nè di sognare, nè di raccontare . Perché saremmo dei coglioni.

Restiamo tutti immobili, col pensiero congelato e le bocche spalancate a ridere del bello che non c’è .

La paura di sognare non è consentita. Non più.

Coglioni.

Siamo davvero diventati tutti dei coglioni.

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Autore: logout2016

Ego adepto terebravisse, ita scribo. O almeno così traduce google.

2 pensieri riguardo “Siamo tutti dei coglioni”

  1. Si, siamo davvero tutti coglioni. Meglio, rincoglioniti. Non amiamo, non ci amiamo noi stessi se pensiamo che anche un solo coglione non ci accetta cosi’ come siamo e sa farci fotografie solo con il cellulare perche’ non e’ capace di fotografarli con lo sguardo e con il cuore. Non sogniamo, e non osiamo farlo, perche’ il nostro sogno non e’ condivisibile, quindi non realizzabile, perche’ sogniamo cose semplici o perche’ il nostro sogno non e’ di moda. E allora? Mandiamo a farsi fottere gli idioti dei social e coltiviamo il piacere di stare in regale solitudine piuttosto che in una merdosa moltitudine, rendiamo acuto il nostro senso di saper riconoscere chi ci ama davvero… e, come solo gli animali nobili sanno fare, saremo animali sociali anche noi bipedi presuntuosi

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  2. sogno ancora. Molto. Cose difficili che a me sembrano semplici. Le racconto di rado, quasi mai. Bisogna sceglierli con cura gli amici che ti ascoltano e accettano di fare un pezzo di strada assieme.

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