Batterfly effect

“Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.

Mia nonna un mese fa è caduta.

Mia nonna era già caduta, altre volte, ma questa volta è caduta e si è rotta il femore. Mia nonna è il batterfly effect.

L’abbiamo operata rapidamente e nel concitato fare tutto mi è venuto il mal di denti. A me i denti non fanno mai male. Non so cosa sia il mal di denti. E invece mentre aspettavo di farle la radiografia, consapevole che era caduta male questa volta , mi facevano male i denti. Quel pomeriggio il pronto soccorso sembrava quello del Chicago hospital dei film , ma noi viviamo a pila , Perugia, lontano dalle catastrofi che caratterizzano le grandi città . Eppure qualcosa oltre al mal di denti diceva che la calamità era vicina.

Poi, con preavviso, ma senza che ci credessimo davvero, è arrivato. Il caos. E come nei migliori scenari cinematografici delle grandi catastrofi ci siamo sentiti piccoli, paurosi e soli. Mascherati anche fuori dalla sala operatoria, malati potenziali all’improvviso. Ma non di cancro. Quello non si attacca. Malati e incertamente infetti . Le persone a piedi hanno cominciato ad allargare le curve, a fare due metri indietro quando parlano , a guardarsi intorno con sospetto. Con la primavera alle porte e qualche fiore che prova a fare capolino, incerto pure lui, ci hanno detto di stare a casa. Zona rossa. Gli incubi sono diventati più truci .Sciami di api che piovono dal cielo e entrano negli occhi. Mia nonna che rovescia una teglia di olio bollente e mi dice stai attenta non ti arrabbiare. E io mi arrabbio invece. Molto. Perché il mal di denti è passato, ma c’è un altro male sordo che non mi abbandona. Quello dell’incertezza , dell’incapacità , dei giorni che passano ingoiati in un presente che non fa promesse. I calabroni sono entrati dagli occhi e cerco di strapparli da sotto la pelle ma non riesco. Mi dànno ma non ce la faccio. Sono un piccolo insetto operoso che conclude poco, una goccia di olio che non condisce perchè finisce sul pavimento . Vorrei spaccare ogni cosa, essere io la calamità. Cadere dal cielo, come un calabrone o come l’olio bollente. Perché potrei autolimitarmi. Vorrei essere la forza di gravità per potermi invertire e mandare le cose per il verso giusto.

Vorrei essere chi ferma il battito d’ali della farfalla e arresta la catastrofe.

Autore: logout2016

Ego adepto terebravisse, ita scribo. O almeno così traduce google.

1 commento su “Batterfly effect”

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