Le fragole sanno che è primavera

Le fragole del supermercato sanno che è primavera. Ma sanno anche che c’è poco da scherzare di questi tempi. Nei loro vassoietti stanno accatastate , grasse come galline imbeccate. Ci sono tante fragole nei supermercati ,troppe. Hanno colori traslucidi e sgargianti. Ma sono fragole grasse e annoiate. Se la vaschetta malauguratamente si apre, rotolano sul bancone della cassa e tu senti quell’odore di marcio, che non presagisce niente di buono. Il tizio davanti a me indossa una ffp3 e una maglietta con dei teschi che continuano a fissarmi dall’angolo della manica. Sul retro la scritta LET’S DIE mi ricorda che non abbiamo mai le idee chiare. Perché se proprio la morte ti affascina non indossi un dispositivo di protezione individuale ai tempi della pandemia. Vorrei dirglielo. Vorrei dirgli anche di non mangiare nasello ma maionese e patatine . Perché non si puó essere rocker a metà . Ma ho imparato a farmi i fatti miei. Mi resta l’analisi lucida, o almeno credo, di momenti improbabili. Il sole fuori che comincia a scottare giusto il tempo di renderti tormentosa la fila, per compagni di spesa una ciurma di “tutati”. Sono tutti in tuta. Sgualciti, dimessi, come a ricordare a tutti che “oh io sto a casa, e in casa si sta in tuta”. È la nuova divisa di chi sta in quarantena. E a me che di divise ci capisco fa paura. Perché pensavo fossero appannaggio di chi con le divise lavora. Oggi più che mai. Io ho paura della vita di prima che come prima non è più . In ospedale mi sento a casa, i colleghi, la malattia, la tuta che ti soffoca, le notti senza sonno …ma domani arriva. Al supermercato invece no. Quell’incessante via vai che sta dietro a un numero dato all’ingresso, quella condivisione di uno spazio aperto che diviene chiuso, perché ne confini le possibilità dietro a un “chi è l’ultimo?”.

“È lei” si sarebbe risposto in tempi di pace e qualcuno avrebbe riso, come dal medico di base nella sala d’aspetto. Oggi nessuno ride , nessuno fa battute. Il tempo scandito da una voce nasale che chiama i numeri “centoquarantasei, centoquarantasette…”e dalle strisce bianche e rosse a proteggere le casse . Non sostare qui, non sostare lì. Come nelle migliori scene del crimine di CSI.

Tornata a casa ho messo le fragole in frigo e ho detto loro due parole. Non so se le mangerò a crudo, col limone come al solito. Ho paura che mi deludano, come questi attimi. Ci farò un risotto forse, perchè con la mantecatura anche le peggiori faccende si stemperano.

Autore: logout2016

Ego adepto terebravisse, ita scribo. O almeno così traduce google.

1 commento su “Le fragole sanno che è primavera”

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