Pic nic

Seduta a un improbabile pic nic, come fidato compagno per commensale un cane, più interessato a bastoni e ghiande che a brindare alla primavera, mi è saltato addosso un grillo.

I grilli saltano.

Poco di nuovo.

Mi è saltato fra la clavicola e la spalla in questo pomeriggio di primavera, sulla pelle nuda.

Sono rimasta immobile. Le zampe hanno prima esitato e poi camminato fino ad un nuovo salto.

Sono rimasta ferma come il bastone trofeo che leila continua a portare, come l’abete di fronte, con i rami così fitti che il cielo in mezzo se lo guardi sembra muoversi, con il nostro pianeta.

Ferma. Non un sussulto, un salto, un urlo. Ferma sotto un salice, con le gambe incrociate e un grillo sulla spalla.

Perché oggi gli insetti non mi fanno più paura.

Ho tenerezza e grazia per loro. Costretti da una natura con motivazioni sconosciute a recitare la parte dei reietti, a portare esoscheletri pesanti.

Mi sono sentita formica, quando sola, avevo bisogno di altri compagni per raggiungere una casa. E scarafaggio, quando di notte con un esoscheletro addosso ho camminato lungo i battiscopa di una vita troppo buia, cercando riparo.

Ho ammirato con l’insistenza del calabrone i primi fiori di questa attesa primavera, e ho desiderato le zampe del grillo per fare salti lunghi e ricordarmi che si può andare lontano. Sempre.

Quando stanca e desolata non avrò più nulla da dire sarò ragno, immersa in una grande tela. Immobile. Almeno per un pó.

In questo pic nic ho pensato a me, a loro, al cielo che sembra fermo ma si muove. All’erba che cresce ogni attimo ma non ce ne accorgiamo. Al mio cane che in piena pandemia continua a sgranocchiare ghiande come l’ultimo dei maiali. Poi tracotante di rinnovata saggezza e speranza mi sono riavviata verso casa. Ma ho sbagliato sentiero, e ho pestato una merda di cavallo.

A una formica non sarebbe successo.

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Autore: logout2016

Ego adepto terebravisse, ita scribo. O almeno così traduce google.

3 pensieri riguardo “Pic nic”

  1. A una formica non succede mai di calpestare una merda di cavallo ma di affogarci e di essere parte della poltiglia che verra’ calpestata dal piede distratto. Odio tutti gli insetti: calabroni, scarafaggi, ragni rappresentano per me uno stato orribile dell’essere non l’essenza della vita, altrimenti si verra’ calpestati e schiacciati. Ciononostante esistono…

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