Dissertazioni mortali

C’è un lavoro oscuro di cui nessuno sa. E va raccontato. Ha a che fare con i morti e i loro ultimi istanti. Con gli occhi di chi prepara la salma, e chi invece osserva anche se potrebbe voltarsi.

Ha a che fare con il dolore. Che molti schifano come la peste bubbonica, e altri invece se lo beccano in faccia come un frontale non tanto desiderato .

Io in genere vado a sbattere.

Nella vita.

Ho capito questa cosa . Finché non sbatto non mi redimo. O forse non posso evolvere , semplicemente .

E sbatti sbatti ho capito che alla fine , forse , il frontale sarebbe ora che lo facesse qualcun altro.

La salma non è bella, e per dirla tutta neanche quello che la veste il giorno dopo , in genere grassoccio, faccia supponente , poche pretese , ma del resto quale empatia aspettarsi da un becchino? Lo vedi nel parcheggio , ti fa cenno che sposta il carro funebre , carica la bara. E lì si interrompe la vostra conoscenza. Tu fili via con la tua auto, butti giusto un occhio allo specchietto retrovisore e ti chiedi : chi sarà? Sarà la Rosina che diceva muoio muoio da tre giorni e forse infatti era vero, oppure è quello che non diceva niente ma la bocca spalancata a chiedere pietà parlava per lui? Chi sarà?

La bara è francemente chiusa, e per fortuna non lo saprai mai .

Ma il morto resta. Dentro. A te. E al legno. Zincato o meno .

La persona invece è scomparsa . Sei scomparso tu che volevi fare di più , ma il legno ti dice non ce l’hai fatta, ed è scomparsa lei che non parla più .

Solo il Rituale resta negli occhi di chi osserva e si fa portavoce di un dolore immenso. Perché io guardo ma non vorrei. Io curo, fallisco e scrivo . C’è chi accarezza , sostiene e crede .

Poi accarezza solamente , con un gesto stereotipato ma non meno solenne , saluta la persona e prepara la salma .

Questo ho imparato dai colleghi infermieri , un mondo oscuro che osservo in silenzio e che merita di essere raccontato .

Autore: logout2016

Ego adepto terebravisse, ita scribo. O almeno così traduce google.

1 commento su “Dissertazioni mortali”

  1. La morte viene rimossa, fa paura alla mente. Tu ci vivi a contatto, lotti, cerchi di sconfiggerla ed è già agire, avere tempo, usare intelligenza. Gli altri hanno solo paura od ostentano indifferenza e fatalità, ma è solo paura. Vorrei ci fosse pietà.

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